Raffaello e il Rinascimento a Roma (1)

Per Scoprire e capire il grande Raffaello a Roma si deve partire con la sua tomba nel Pantheon sul cui sarcofago si legge un bellissimo epitaffio probabilmente elaborato da Pietro Bembo:

Qui giace Raffaello; da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire”. Parole che stabiliscono un primato, quello di aver saputo rappresentare la natura come mai prima, cogliendone la verità delle forme e il sentimento dell’anima. Raffaello muore a Roma nel 1520 all’età di trentasette anni, lasciando un vuoto enorme tra artisti, letterati, poeti, principi, prelati e pontefice, quest’ultimo impegnato con l’urbinate in un progetto di grande ambizione, disegnare e catalogare la Roma antica al fine di proteggerne la memoria per mezzo della conservazione e della tutela.

Raffaello è dunque Roma, e lo si può trovare in due particolari itinerari dentro la città.

 Primo itinerario 

Iniziando dal Pantheon, luogo di sepoltura ma anche luogo di ammirazione di Raffaello in vita, da lui stesso considerato testimonianza esemplare della Roma antica, la sintesi di ogni regola e di ogni stile, si procede in direzione della chiesa di Sant’Agostino passando per Palazzo Madama, sede della Camera dei Deputati ed eseguito su disegni di Raffaello.

La chiesa di Sant’Agostino di forme toscane e di costruzione rinascimentale, conserva al suo interno diversi capolavori, tanto da poter essere considerata un museo di primo livello. Qui, di Raffaello, si può ammirare un affresco raffigurante il profeta Elia dipinto su un pilastro della navata centrale. Il notro itinerario procedo alla volta di Piazza del Popolo e della chiesa di Santa Maria del Popolo dove visiteremo la cappella Chigi, capolavoro di Raffaello architetto e pittore, commissionata dal banchiere senese Agostino Chigi.

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