Stefano S.

I viaggi con Valerio non sono delle gite turistiche, sono delle esperienze culturali, a tutto tondo. Anche Lucca si è trasformata in esperienza, Valerio ha disvelato gli aspetti più interessanti sotto il profilo artistico e storico, come Calab ha risolto gli enigmi di Turandot. Si, perché abbiamo passeggiato con Giacomo Puccini per le vie della sua formazione, con Jacopo della Quercia che, nel raccogliere le lacrime di Paolo Guinigi, ha varcato un Serchio ideale e nel viso di Ilaria, nella sua pellanda, nella cercine, ha dischiuso la porta ad un nuovo Umanesimo, con un assorto PPP, a fianco del sarcofago di Ilaria, intento ad annotare sul suo taccuino che “nessuno scalpello potrà scalzare la mole tenue di queste palpebre”, con le moltitudini di pellegrini lungo la via Francigena nella tappa dell’adorazione della reliquia del Volto Santo, con Lorenzo Nottolini percorrendo la sua piazza dell’Anfiteatro, dopo averne ammirato il profilo classico dell’acquedotto, con Elisa Baciocchi, principessa corsa di Lucca e sorella di quell’imperatore che disdegnò l’Italia depredandola, lungo i saloni di Villa Reale e nei suoi giardini sino al teatro di verzura e alla grotta di Pan, con la Libertà di una città fiera che costruì mura inutili e maestose e torri volte ad ammirare la bellezza, e quanto altro ancora ma significar per verba non si poria: le esperienze bisogna viverle. Un grazie di cuore a Valerio, nell’attesa di un nuovo incontro nel bel paese dove il sì suona.

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